I percorsi dell'affido

 

“…mentre parli sale in me la tristezza, quella che non potevo raccontare a nessuno e che ora poso finalmente condividere con voi...perché non potevamo parlare, è successo tutto così all’improvviso. È successo qualcosa di grosso, una cosa che assolutamente non ci aspettavamo…ci ha chiamati l’assistente sociale venerdì e ci ha comunicato che lunedì P. sarebbe stato portato via ed inserito in una casa famiglia. Sicuramente per fare questo è successo qualcosa di importante nella famiglia di P. ma ora ci rimettono tutti e tre i figli. Si, anche gli altri saranno immediatamente inseriti  in casa famiglia, non sappiamo dove, non sappiamo per quanto e cosa succederà dopo, se li reinseriranno in altre famiglie, se procederanno con l’adozione o non so cosa altro. Lo so che obbiettivamente se l’assistente sociale ha deciso questo, vuol dire che è la cosa migliore… ma andava tutto così bene, erano quattro mesi e P. stava bene, aveva cominciato a fidarsi, ora che tutto stava andando serenamente , lui e i suoi fratelli devono ricominciare tutto da capo, è un nuovo trauma…il pensiero che possa tornare indietro, stare male…non ha avuto nemmeno il tempo per sedimentare quello che ha ricevuto in questo periodo con un’altra famiglia, per raccogliere ciò che stavamo seminando insieme…il pensiero di tutto ciò ci fa stare male. Mio marito non dorme da tre giorni, sa che l’affido è anche questo ma il pensiero che P. debba affrontare tutto da capo angoscia entrambi…”
 
M. conosce bene l’affido, non è il primo che fa, è una componente attiva dell’Arlaf da anni e di queste esperienze ne ha già costruite delle altre. Nonostante ci dovrebbe aver fatto l’abitudine a questi improvvisi cambi di rotta, l’impatto con la realtà, con qualcosa che è più grande di lei e suo marito messi insieme, qualcosa a cui non si possono sottrarre, li rende ad oggi impotenti, tristi, arrabbiati…non con le Istituzioni ma con l’inevitabile realtà. Desideravano fare tanto per P., dare vita ad un progetto insieme alle altre famiglie che avevano in affido i fratelli, ma un evento li ha costretti a cambiare direzione, a farsi da parte. Non è facile da digerire , assimilare ed elaborare per due persone che desiderano donare terreno fertile ad un bambino, regalare un’altra realtà maggiormente positiva, dare speranza e alternative ad un minore con alle spalle esperienze brutte, traumatiche.
Vi abbiamo narrato un momento di vita… non di due persone, non di tre, non di una coppia con un bambino in affido e della sua famiglia naturale, ma di una rete di persone.
M. ha trovato nell’ascolto da parte del gruppo Arlaf almeno la condivisione, il conforto e la forza per poter affrontare questo evento di vita.
 
 Dott.ssa Stefania Trapè


 

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Dott.ssa Stefania Trapè Psicologa-Psicoterapeuta Training Centro MIND Via Zepponami 6/d Montefiascone (VT) stefania.trape@gmail.com 3477306165 - 0761831212
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